Quanto costa una colf o una badante nel 2026? Calcolo completo
Calcolo completo del costo reale di colf e badanti nel 2026: retribuzione, contributi INPS, tredicesima, TFR e vitto e alloggio con esempi pratici.
In questa guida
Lo stipendio è solo una parte del costo
Se stai assumendo una colf o una badante, la prima domanda è inevitabile: quanto mi costa davvero? La risposta breve è che il costo reale è dal 30% al 50% più alto dello stipendio che paghi ogni mese in busta paga. La maggior parte delle famiglie calcola solo la retribuzione mensile, sottostimando il costo effettivo del rapporto di lavoro.
Il costo complessivo per il datore di lavoro domestico include sei voci: retribuzione lorda, contributi INPS (quota a carico del datore), contributo Cas.Sa.Colf, tredicesima mensilità, TFR (trattamento di fine rapporto) e, per i conviventi, il vitto e alloggio. In questa guida calcoliamo tutto, euro per euro, con due esempi realistici basati sui minimi retributivi 2026 e sulla Circolare INPS n. 9/2026.
Il costo non è solo lo stipendio
Molte famiglie scoprono i costi "nascosti" — contributi, tredicesima, TFR — solo quando ricevono l'avviso di pagamento INPS o quando il rapporto si chiude e devono liquidare il TFR. Calcolare tutto prima di assumere evita brutte sorprese.
Le sei voci che compongono il costo
Prima di entrare nei numeri, ecco cosa devi considerare come datore di lavoro domestico.
Retribuzione lorda — È lo stipendio concordato con il lavoratore, che non può essere inferiore ai minimi del CCNL Lavoro Domestico 2025-2028. Per i non conviventi si calcola su base oraria; per i conviventi su base mensile per 54 ore settimanali. Dalla retribuzione lorda trattieni la quota di contributi INPS a carico del lavoratore e paghi il netto in busta paga.
Contributi INPS — Nel lavoro domestico i contributi non si calcolano come percentuale della retribuzione, ma come importo fisso orario che varia per fasce di retribuzione. Ogni trimestre versi all'INPS il contributo totale (quota datore + quota lavoratore), ma recuperi la quota del lavoratore trattenendola dalla busta paga. Il costo aggiuntivo per te è solo la quota a tuo carico.
Contributo Cas.Sa.Colf — È il contributo di assistenza contrattuale obbligatorio previsto dal CCNL (€0,06/ora). Si versa insieme ai contributi INPS nello stesso PagoPA trimestrale, ma come voce separata con codice F2. L'INPS non lo precompila: devi aggiungerlo tu manualmente.
Tredicesima mensilità — Equivale a una mensilità aggiuntiva di retribuzione, matura mese per mese (1/12 al mese) e si paga entro dicembre. Per i conviventi include anche il valore convenzionale di vitto e alloggio.
TFR (trattamento di fine rapporto) — Si calcola dividendo la retribuzione annua lorda (comprensiva di tredicesima e, per i conviventi, di vitto e alloggio) per 13,5. Si accantona ogni anno e si paga alla cessazione del rapporto.
Vitto e alloggio — Si applica solo ai conviventi. Il CCNL fissa un valore convenzionale giornaliero (€6,66 nel 2026) che, moltiplicato per 30, dà il valore mensile di €199,80. Entra nel calcolo della tredicesima, del TFR e della retribuzione ai fini contributivi.
Contributi a fasce, non a percentuale
A differenza di tutti gli altri rapporti di lavoro, nel settore domestico i contributi INPS sono importi fissi per ora lavorata, suddivisi in fasce. Non applicare mai una percentuale sulla retribuzione: il risultato sarebbe sbagliato.
I valori 2026 da usare per il calcolo
Tutti i valori di questa guida sono aggiornati al 2026, in base al Verbale della Commissione Nazionale dell'11 febbraio 2026 (retribuzioni) e alla Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026 (contributi).
Retribuzioni minime orarie — non conviventi
| Livello | Minimo orario 2026 |
|---|---|
| A | €6,51 |
| AS | €6,76 |
| B | €7,01 |
| BS | €7,45 |
| C | €7,86 |
| CS | €8,30 |
| D | €9,57 |
| DS | €9,97 |
Retribuzioni minime mensili — conviventi (54h/settimana)
| Livello | Minimo mensile 2026 |
|---|---|
| A | €908,10 |
| AS | €958,55 |
| B | €983,16 |
| BS | €1.053,39 |
| C | €1.123,63 |
| CS | €1.193,84 |
| D | €1.404,51 (+€207,69 ind. funzione) |
| DS | €1.474,73 (+€207,69 ind. funzione) |
Contributi INPS orari — tempo indeterminato con CUAF
| Retribuzione oraria effettiva | Contributo totale (≤24h) | Di cui lavoratore |
|---|---|---|
| Fino a €9,61 | €1,70 | €0,43 |
| Da €9,62 a €11,70 | €1,92 | €0,48 |
| Oltre €11,70 | €2,34 | €0,59 |
| Orario >24h settimanali | €1,24 (fascia fissa) | €0,31 |
Questi importi sono i contributi previdenziali INPS. Non includono la quota Cas.Sa.Colf (la cassa di assistenza contrattuale), che va versata separatamente: €0,06/ora (€0,04 a carico del datore + €0,02 a carico del lavoratore), aggiungendo il codice organizzazione F2 nel PagoPA al momento del pagamento trimestrale. Il contributo >24h è fisso indipendentemente dalla retribuzione effettiva.
Vitto e alloggio convenzionale 2026
Il valore giornaliero è €6,66, così composto: pranzo €2,33, cena €2,33, alloggio €2,00. Con il CCNL 2025-2028, il valore mensile si ottiene moltiplicando quello giornaliero per 30 (art. 36, comma 3): €6,66 × 30 = €199,80/mese. Non si usano più i giorni lavorativi: il calcolo è su 30 giorni fissi, inclusi riposi e festivi. Il valore è rivalutato annualmente al 100% dell'indice ISTAT FOI.
Esempio 1 — Colf non convivente (livello BS, 20 ore/settimana)
Vediamo il costo completo per una collaboratrice domestica inquadrata al livello BS (assistente familiare a persona autosufficiente), con contratto a tempo indeterminato di 20 ore settimanali e paga al minimo contrattuale di €7,45/ora.
Contributi INPS e Cas.Sa.Colf: due importi, un unico pagamento
Il PagoPA precompilato dall'INPS riporta solo i contributi previdenziali (€1,70/ora nella prima fascia). Per aggiungere la Cas.Sa.Colf devi rielaborare il PagoPA sul Portale dei Pagamenti INPS, inserendo il codice F2 e l'importo di €0,06 × ore lavorate nel trimestre. L'INPS non lo precompila perché è un contributo di assistenza contrattuale, non previdenziale, ma il CCNL lo rende obbligatorio.
Riepilogo costo mensile — Colf non convivente
| Voce di costo | Importo mensile |
|---|---|
| Retribuzione lorda | €645,67 |
| Contributi INPS (quota datore) | €110,07 |
| Cas.Sa.Colf (quota datore) | €3,47 |
| Rateo tredicesima | €53,81 |
| Accantonamento TFR | €51,81 |
| Costo totale mensile | €864,83 |
Il costo annuale è di circa €10.378. Di questi, la lavoratrice riceve in busta paga circa €605 netti al mese (retribuzione lorda meno la sua quota INPS di €0,43 × 86,67 ore = €37,27, meno la sua quota Cas.Sa.Colf di €0,02 × 86,67 = €1,73). La differenza tra ciò che paghi e ciò che arriva in busta paga è il "costo sommerso" che molti datori non calcolano.
Esempio 2 — Badante convivente (livello CS, 54 ore/settimana)
Passiamo al caso più richiesto: una badante convivente per persona non autosufficiente, livello CS, 54 ore settimanali al minimo contrattuale di €1.193,84/mese.
V&A: un costo reale, non solo contabile
Il vitto e alloggio convenzionale (€199,80/mese) è il valore fissato dal CCNL a fini di calcolo. Il costo reale che sostieni per ospitare e nutrire la badante può essere superiore (bollette, spesa alimentare, uso della stanza). Il valore convenzionale serve per calcolare tredicesima, TFR e retribuzione ai fini contributivi.
Riepilogo costo mensile — Badante convivente
| Voce di costo | Importo mensile |
|---|---|
| Retribuzione mensile | €1.193,84 |
| Vitto e alloggio (valore convenzionale) | €199,80 |
| Contributi INPS (quota datore) | €217,62 |
| Cas.Sa.Colf (quota datore) | €9,36 |
| Rateo tredicesima | €116,14 |
| Accantonamento TFR | €111,84 |
| Costo totale mensile | €1.848,60 |
Il costo annuale è di circa €22.183. È oltre il 50% in più rispetto alla retribuzione mensile apparente di €1.193,84, e il motivo principale è la somma di contributi, tredicesima, TFR e vitto e alloggio.
Quanto costa una colf rispetto a una badante convivente?
Ecco i due scenari affiancati per capire a colpo d'occhio la differenza di costo.
| Colf non convivente | Badante convivente | |
|---|---|---|
| Livello CCNL | BS | CS |
| Ore/settimana | 20 | 54 |
| Retribuzione base | €645,67/mese | €1.193,84/mese |
| Vitto e alloggio | — | €199,80/mese |
| Contributi INPS (datore) | €110,07/mese | €217,62/mese |
| Cas.Sa.Colf (datore) | €3,47/mese | €9,36/mese |
| Tredicesima (rateo) | €53,81/mese | €116,14/mese |
| TFR (rateo) | €51,81/mese | €111,84/mese |
| Costo mensile totale | €865 | €1.849 |
| Costo annuale totale | €10.378 | €22.183 |
La differenza non è solo proporzionale alle ore: per la badante convivente pesa l'indennità di vitto e alloggio, che entra nel calcolo della tredicesima e del TFR creando un effetto a cascata su tutte le voci.
Come si pagano i contributi nel 2026?
Dal 2026 l'INPS ha completato la digitalizzazione dei pagamenti per il lavoro domestico. Non ricevi più bollettini cartacei a casa (a meno che tu abbia 76 anni o più). I contributi si pagano trimestralmente entro il 10 del mese successivo al trimestre, esclusivamente attraverso canali digitali: il Portale dei Pagamenti INPS (con SPID, CIE o CNS), l'app INPS Mobile, l'app IO o il circuito PagoPA tramite home banking.
Le scadenze trimestrali per il 2026 sono: 1-10 aprile (I trimestre), 1-10 luglio (II trimestre), 1-12 ottobre (III trimestre — il 10 cade di sabato), 1-12 gennaio 2027 (IV trimestre — il 10 cade di domenica). Quando il termine del 10 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Niente più bollettini cartacei
Se hai meno di 76 anni, dal 2026 non riceverai più la lettera annuale INPS con i bollettini di pagamento. Devi accedere al Portale dei Pagamenti INPS o usare l'app IO per trovare gli importi e pagare. Se hai difficoltà, puoi chiamare il contact center INPS che offre assistenza telefonica dedicata.
Quali agevolazioni fiscali riducono il costo?
Due benefici fiscali possono alleggerire il costo del lavoro domestico, a seconda della tua situazione.
Deduzione dei contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR) — Puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi INPS versati per il lavoratore domestico, limitatamente alla quota a tuo carico, fino a un massimo di €1.549,37/anno. La deduzione abbatte il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dalla tua aliquota IRPEF marginale.
Detrazione per spese di assistenza a non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR) — Se la badante assiste una persona non autosufficiente e il tuo reddito complessivo non supera €40.000, puoi detrarre il 19% delle spese di assistenza fino a €2.100/anno, con un risparmio massimo di €399.
Vediamo il beneficio fiscale concreto per i nostri due esempi, ipotizzando un'aliquota IRPEF marginale del 35%.
| Agevolazione | Colf (Esempio 1) | Badante (Esempio 2) |
|---|---|---|
| Contributi INPS datore annui | €1.321 | €2.611 |
| Deducibili (max €1.549,37) | €1.321 | €1.549 |
| Risparmio IRPEF (al 35%) | €462 | €542 |
| Detrazione non autosufficienza | — | €399 |
| Risparmio fiscale totale | €462 | €941 |
| Costo netto dopo agevolazioni | ~€9.916/anno | ~€21.242/anno |
Quando conviene la detrazione per non autosufficienza
La detrazione del 19% su €2.100 spetta solo se l'assistito è certificato come non autosufficiente dal medico e il tuo reddito è entro €40.000. Se l'assistito è autosufficiente (ad esempio una badante per compagnia), non hai diritto a questa detrazione — ma la deduzione dei contributi spetta sempre.
Ricorda che il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta: non trattieni IRPEF dalla busta paga della lavoratrice e non emetti la Certificazione Unica (CU). Sarà la lavoratrice a dichiarare i propri redditi in autonomia. Le agevolazioni fiscali le recuperi tu nella tua dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).
Cosa succede se pago meno del minimo CCNL?
I minimi retributivi fissati dal CCNL Lavoro Domestico sono inderogabili. Se concordi con la lavoratrice un compenso inferiore, anche con il suo consenso scritto, l'accordo è nullo e lei può in qualsiasi momento chiedere le differenze retributive, comprensive di tredicesima e TFR ricalcolati. In caso di vertenza, i contributi INPS vengono ricalcolati sulle retribuzioni effettivamente dovute e non su quelle (inferiori) dichiarate.
La malattia la paga il datore, non l'INPS
A differenza dei lavoratori dipendenti di altri settori, nel lavoro domestico la malattia è interamente a carico del datore. L'INPS non paga alcuna indennità di malattia per colf e badanti. Il CCNL prevede la conservazione del posto e il pagamento della retribuzione secondo specifiche percentuali e durate legate all'anzianità di servizio.
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Fonti e riferimenti
- CCNL Lavoro Domestico 2025-2028 — Tabelle retributive 2026 — Minimi retributivi aggiornati con Verbale Commissione Nazionale dell'11 febbraio 2026
- Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026 — Tabelle contributi orari e fasce retributive per il 2026
- Dematerializzazione pagamento contributi 2026 — Nuove modalità di pagamento digitale dal 2026
- Cas.Sa.Colf — FAQ e istruzioni di versamento — Contributo di assistenza contrattuale (codice F2), importi e modalità
- Art. 10, comma 2, TUIR — Deduzione contributi — Deducibilità contributi previdenziali obbligatori per addetti ai servizi domestici
- Art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR — Detrazione assistenza — Detrazione 19% spese per addetti all'assistenza di persone non autosufficienti
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